Cosa non funziona a Fiesso d’Artico

Tra la fine del 2021 e l’inizio del nuovo anno Fiesso d’Artico si appresta a cambiare decisamente volto.

Da una parte la costruzione di un condominio di 6 piani vicino alla Chiesa, nel ex-campo sportivo parrocchiale, modificherà definitivamente l’aspetto del centro cittadino, impedendo di fatto il miglioramento visti i disagi che causerà alla viabilità.

Dall’altra, la costruzione di un nuovo supermercato LIDL di dimensioni analoghe a quello di Vigonza, posizionato in corrispondenza della rotonda al Casello 9, aggraverà la congestione attuale del traffico in quel nodo, oltre a modificare gli equilibri commerciali del territorio.

Abbiamo espresso diverse perplessità, motivandole, in merito al primo intervento. Per quanto riguarda il secondo attendiamo di poter esaminare nel dettaglio la documentazione lunedì pomeriggio in una commissione urbanistica aperta al pubblico, e nel prossimo consiglio comunale.

Perché questo comunicato?

A nostro avviso esiste un problema di grande rilevanza: il modo e i tempi in cui i consiglieri di minoranza e la popolazione di Fiesso vengono informati di questi importanti cambiamenti. Diversamente dai comuni limitrofi non vengono assolti i diritti di accesso alla documentazione.

Inoltre, le Commissioni vengono convocate a ridosso dei Consigli Comunali in cui le convenzioni devono essere approvate, senza di fatto lasciare spazio per le analisi e per sviluppare gli approfondimenti.

Infine, il materiale non viene inviato preventivamente ai membri della Commissione, ma illustrato seduta stante impedendo di fatto qualsiasi intervento che non sia intuitivo e improvvisato.

Questo processo così disegnato è davvero poco trasparente. Possibile che i fatti rilevanti debbano essere liquidati in gran segreto e in quattro e quattr’otto? Cosa ci sarà mai da nascondere?

Che cosa auspichiamo per il nuovo anno?

Che la maggioranza prenda atto che esistono forme partecipative e di democrazia che trovano spazio nel funzionamento dei comuni limitrofi, ma non nel nostro.

Vogliamo vedere a breve un cambio di passo deciso, perché questo modo di procedere non è né trasparente, né democratico, e non può in alcun modo favorire il dialogo.

Visuale di dove nascere l’area commerciale LIDL, sono evidenziate con le frecce rosse le entrate e uscite.

Un pensiero su “Cosa non funziona a Fiesso d’Artico

  1. Monica dice:

    Quello che sconcerta e lascia sempre senza parole è che l’occupazione di nuovo suolo prende sempre il sopravvento rispetto al recupero, alla rivalorizzazione dell’esistente. Tutto come se non ci fosse un domani. E probabilmente il domani arriverà a non esserci, andando avanti di questo passo. Altra considerazione: quanto serviva un nuovo supermercato in riviera del Brenta? Piuttosto quanto servirebbero punti di aggregazione e cultura (un teatro? Un’arena tra il verde per manifestazioni di buon livello? Una biblioteca è centro multiculturale che non sia 120 mq? Campi da paddle? /squash/tennis?….sparo a mo’di brain storming).
    È quanto viene fatto per agevolare le piccole attività artigianali (parcheggi adeguati, tasse agevolate ove possibile, piani urbanistici che prevedano restauri sostenibili anche a livello economico, etc)?
    Sono sempre convinta che non esista un “pianeta B” e che tutto debba vertere a questo fine nelle scelte politiche.
    Ancora troppo poca la sensibilità delle amministrazioni comunali/provinciali/regionali al tema dell’ambiente. E a Fiesso è ormai tristemente una malattia endemica.
    Conto nella vostra opposizione accanita e anche nell’informazione alla cittadinanza in modo costante.
    Grazie
    Monica (58 anni)

    Non do il mio consenso affinché il mio messaggio venga eventualmente pubblicato (se non in forma anonima).

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