Consiglio Comunale del 29 Novembre 2021

Resoconto del Consiglio Comunale del 29.11.2021, ore 18.00-20.00

Qui di seguito un breve resoconto elaborato dai Consiglieri del gruppo consigliare Lista Civica PerFiesso di quanto discusso in occasione del Consiglio comunale, del 29.11.2021.

Viene fatto l’appello: tutti presenti, tranne il Consigliere e Assessore Flavio Zebellin.

Vengono nominati gli scrutatori.

Si procede con i vari ordini del giorno.

  1. Approvazione verbali sedute precedenti: approvati

  1. Comunicazione variazione di cassa

Il Vicesindaco Elisa Marcato, in qualità di Assessore al Bilancio, comunica che sono state eseguite variazione di cassa per sistemare alcuni capitoli prima della chiusura dell’esercizio del 2021

  1. Interrogazioni interpellanze e mozioni

Il Sindaco/Presidente della seduta cede la parola ai consiglieri.

Viene richiesto di dare lettura alle interpellanze già presentate: si tratta delle nr. 03/2021, 04/2021 e 05/2021. I testi delle interpellanze sono disponibili sul sito nella sezione dedicata, mentre le risposte alle interpellanze 3, 4 e 5 sono riportate qui sotto.

Il consigliere Elena Allegri dà lettura dell’interpellanza n. 06/21 con oggetto gli alberi ad alto fusto lungo il Serraglio, e in particolare il pioppo nero che versa in pessime condizioni nella parte della passeggiata più prossima al cimitero nuovo.

Il consigliere Marco Stoffella da lettura dell’interpellanza n. 07/21 che chiede di dare conto al Sindaco di come mai e in base a quale regolamento, o deroga allo stesso, non abbia rispettato a fine ottobre 2021 l’isolamento prescritto quando si è in attesa di effettuare un tampone molecolare.

  1. Presentazione linee programmatiche di mandato 2021/20026

Il Sindaco Marco Cominato legge le linee programmatiche di mandato, una sorta di ripresa quasi puntuale del programma elettorale, dove sottolineiamo parole chiave come:

  • Territorio, Comunità e Servizio
  • Urbanistica partecipate
  • Preservare il fragile equilibrio del centro storico
  • Rigenerazione urbana
  • Processo di formazione con i cittadini nei processi urbanistici
  1. Permesso di Costruire Convenzionato via della Libertà: approvato con l’astensione della minoranza.

  2. Permesso di Costruire Convenzionato via Riviera del Brenta: l’atto viene approvato dalla sola maggioranza, con una articolata e motivata contrarietà da parte della minoranza dopo un lungo dibattito.

Alle dichiarazioni dei consiglieri di minoranza, qui di seguito allegate, il Sindaco risponde che gli standard previsti per legge sono stati soddisfatti, i parcheggi rispettano il regolamento, il verde è sufficiente, gli enti si sono espressi favorevolmente ed il Piano di Riqualificazione di iniziativa Pubblica è lontano nel tempo come ideologia.

L’assessore Martellato prende parole dichiarando che ci vuole molta immaginazione per ascoltare quanto espresso nelle parole del gruppo di minoranza.

Ricorda infatti come dal 2004 si sono affacciate ben 7 imprenditori che si sono sempre ritirati di fronte alle difficoltà nel realizzare il proprio profitto nell’area oggetto di discussione.

Nel 2004 si partiva con 26.000 mc (la maggior parte dei quali destinati ad uso pubblico) che successivamente sono stati ridotti.

L’ex Sindaco illustra come nel caso di specie l’interesse pubblico sia costituito dal punto di caduta tra l’interesse di uno e dell’altro privato che hanno avuto interesse a vendere e ad acquistare il terreno.

Rispetto alle numerose critiche rimarca come a suo avviso sia stato fatto il necessario per assicurare al Comune la soluzione migliore.

Non vengono però fornite delle risposte puntuali ai punti in esame, né viene ritenuto vi sia motivi odi rimandare l’approvazione della convenzione nonostante alcuni punti non siano a nostro avviso conformi, sentito il parere dei tecnici presenti in sala.

Per quanto riguarda infine la manutenzione delle parti che verranno cedute al Comune, è previsto che questa possa non essere a carico dell’amministrazione, anche se la convenzione tace completamente sul punto e mancano quindi le garanzie necessarie sul punto specifico.

  1. Schema convenzione servizio di tesoreria 

Si stabiliscono i requisiti minimi per la convenzione con istituto di credito per effettuare il servizio.

L’Assessore Marcato afferma che in passato il servizio è stato affidato anche a Poste Italiane.

  1. Variazione di bilancio

La variazione di bilancio riguarda l’avanzo di amministrazione che viene suddiviso nei seguenti capitoli di spesa:

  • Fondo Covid – 19 trasferimenti per € 113.962 per piano finanziario Veritas
  • Acquisto software e hardware per € 19.800 
  • Opere di manutenzione straordinaria per la sistemazione dei controsoffitti della palestra della scuola Goldoni per € 34.890 
  • Fondo Covid – 19 per sanificazione per € 66.000

Si chiede se sia possibile esprimere un voto differente per ciascun punto; data l’impossibilità di scorporare il voto, si esprime a voce un apprezzamento per l’impegno di spesa nel mettere in sicurezza la palestra della scuola e nel sanificare le strutture pubbliche, pur astenendoci rispetto all’intero punto in odg.

  1. Regolamento comunale per la tutela, detenzione e circolazione animali

Viene approvato il regolamento tipo che norma la detenzione degli animali domestici e la loro cura a livello comunale. Particolare attenzione deve essere posta sul modo di gestire i cani, per i quali è necessario l’uso del guinzaglio, il divieto di tenerli legati o a una catena, l’obbligo di raccoglierne le deiezioni su tutto il territorio comunale e di depositarle negli appositi bidoni.

  1. Nomina della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari

Vengono nominati i consiglieri Matteo Mion e Marco Stoffella.

INTERVENTI DEI CONSIGLIERI SUGLI ORDINI DEL GIORNO

Intervento di Marco Stoffella

Oggetto: Consiglio Comunale del __29/11/2021

Gentile Sindaco e Consiglieri tutti, nell’esordio del mio intervento credo di dover sottolineare l’irritualità con cui procediamo alla discussione del testo di una convenzione per la quale si prevede da normativa la possibilità di definire le caratteristiche morfologiche degli interventi e che, invece, noi troviamo già del tutto definiti. Mi risulta che gli uffici abbiano acquisito tutti i pareri per procedere alla realizzazione di un’opera che non risolve il tema della riorganizzazione del centro del paese e che si allinea piuttosto con gli interventi già in essere che per altro in campagna elettorale abbiamo già avuto modo di criticare, dato che si impongono per la loro mole e la loro altezza, non certo per l’armonizzazione all’interno dell’impianto urbanistico già dato.

Molti elementi di criticità sono già emersi tramite gli interventi dei miei colleghi consiglieri che mi hanno preceduto grazie ad un esame sommario che abbiamo potuto condurre nei giorni scorsi; altri saranno messi in evidenza per punti tramite la mia relazione che evidenzia quanto segue:

IDRAULICA

Faccio una semplice domanda: le opere idrauliche per garantire la compatibilità idraulica delle nuove opere che si trovano nelle aree che vengono cedute al comune corrispondono alle opere minime necessarie per garantire la compatibilità idraulica delle aree oggetto di cessione, oppure sono opere idrauliche necessarie anche alla verifica idraulica della impermeabilizzazione delle aree che rimangono in carico al Soggetto Attuatore?

Eseguendo una semplice analisi visiva, la stragrande maggioranza delle tubazioni interrate per l’invarianza idraulica si trovano sui suoli che verranno ceduti al Comune e quindi ne deduco che l’attuale maggioranza politica vuole che l’intera collettività di Fiesso d’Artico e le generazioni future si facciano carico dei costi di manutenzione anche delle opere idrauliche strettamente legate alle opere edilizie che non verranno cedute e che rimarranno private. Questa assunzione di responsabilità della maggioranza costituisce un fatto grave di disparità nei confronti di tutti gli altri semplici cittadini che hanno presentano e presentano un permesso di costruire e che realizzano e gestiscono a proprie spese le opere di compensazione idraulica.

Da anni si mormora che lo scarico delle acque meteoriche dell’intervento in oggetto debba avvenire attraverso un collettore che scarica nel Naviglio Brenta. Il collettore è già stato realizzato durante i lavori della pista ciclabile. Scopriamo che questo nuovo collettore di attraversamento su via Riviera del Brenta viene utilizzato soltanto come scarico di troppo pieno. Inoltre, ipotizziamo che questo attraversamento sia stato rivalutato soltanto dopo che qualcuno ha richiesto una rete idraulica di alleggerimento per le tubazioni principali di via Botte. Con sorpresa, leggendo la documentazione scopriamo che lo scarico principale delle acque bianche avverrà su via Zuina. Segnaliamo che dalla documentazione del piano delle acque anche via Zuina non risulta servita molto bene dalla rete di smaltimento esistente e diverse abitazioni segnalano problemi di scarico dell’acqua.

Mi soffermo sul tratto della nuova tubazione di collegamento tra la rete di via Botte e l’attraversamento in via Riviera del Brenta. Nella planimetria allegata allo schema di convezione è presente un pozzetto con la dicitura “Pozzetto per alloggiamento eventuale pompa futura”. 

Ma la pompa o le pompe non sono inserite nel computo metrico delle opere da cedere e quindi non verranno fornite dal Soggetto Attuatore. Il termine “eventuale” è del tutto fuori luogo in quanto la quota di scorrimento della tubazione sotto la nuova pista ciclabile è pari a -1,05m e la quota di scorrimento della tubazione che proviene da via Botte al confine nord del lotto di intervento si trova ad una quota di progetto -3,65m quindi abbiamo un saldo di 2,60m. Per cui non si può parlare di una pompa “eventuale” ma di “necessaria” se l’obbiettivo è quello di alleggerire via Botte e mitigare gli allagamenti a cui la stessa è spesso soggetta. Risulta perciò indispensabile informare gli abitanti di via Botte che i nuovi interventi NON sono ancora progettati nella loro interezza per ottenere lo scopo di alleggerire gli scarichi idraulici della via predetta. 

Sempre rimanendo sul tratto di collegamento via Botte e via Riviera del Brenta, la quota di scorrimento della tubazione alla quota -3,60m, e quindi a circa 1,60m sotto il piano vegetale attuale, comporta che per gran parte dell’anno la tubazione sarà riempita d’acqua di falda e quando ci saranno le pompe, queste ultime entreranno in funzione e quindi consumeranno energia sollevando continuamente anche le acque di falda. Il tutto a carico sempre del Comune. Infine, non risulta chiaro come verrà gestita la realizzazione e la manutenzione del tronco di condotta che non risulta corrispondente alle aree cedute al Comune.

In tutti i ragionamenti e nelle assunzioni idrauliche manca un aspetto fondamentale: Il livello della falda freatica e la sua escursione stagionale in funzione delle precipitazioni. Una mancanza grave che comporterà che le tubazioni basse saranno molto spesso piene d’acqua di falda. Si tratta di un potenziale doppio danno perché con molta probabilità quando serviranno le tubazioni vuote per laminare le piene le tubazioni saranno invece già piene d’acqua di falda e le pompe di sollevamento dovranno funzionare interrottamente per moltissimo tempo, con maggiori oneri per l’energia e la manutenzione. Questo ragionamento vale per le tubazioni profonde sia che rimangono in proprietà al Soggetto Attuatore che si trovano a -4,00m (a circa -2,00 dal piano campagna) sia per le opere che vengono cedute al Comune che si trovano a quote uguali o inferiore a -3,60 (a circa -1,60m dal piano campagna).

URBANISTICA ED EDILIZIA

Dalla lettura della documentazione emerge la mancanza di un disegno d’insieme dell’urbanistica di dettaglio e di cucitura del nuovo intervento con il tessuto locale esistente. Nelle forme proposte si può comprendere solamente disordine. Abbiamo linee curve che richiamano ruscelli e giochi d’acqua, abbiamo una scacchiera romboidale con alcuni percorsi pedonali, abbiamo altri percorsi pedonali più a nord con altre geometrie non allineate con i rombi e quindi un ulteriore disegno, abbiamo la parte della piazza con un disegno delle pavimentazioni a rettangoli di dimensioni diverse. Sembra di vedere il catalogo delle pavimentazioni quando si entra in uno show room delle finiture. Anche le altezze non ci convincono: siamo a Fiesso d’Artico, lungo la Riviera del Brenta, a fianco ad una chiesa già esistente che ha un’altezza di gronda di circa 15 metri; il nuovo condominio dovrebbe superare i 19 metri. Faccio davvero fatica a capire come questo complesso dovrebbe armonizzarsi con l’esistente, e faccio ancor più fatica a capire cosa dovrebbe diventare Fiesso nel prossimo futuro. Anche volendo poi scimmiottare il City Life di Milano, nel progetto che abbiamo visionato mancano una cura per il dettaglio e una visione simile a quanto realizzato nella cosiddetta “Milano da bere”. Nelle piante non si capisce qual è l’allineamento principale, quale sia il collegamento con il fiume, quale il collegamento con la piazza Marconi, quale il collegamento con la canonica e con la chiesa.

Ricordo a tutti i membri del consiglio comunale che questo intervento andrà a modificare la fisionomia del nostro centro del paese: autorizzare un intervento a così ad alto impatto abbinato ad una scarsa qualità architettonica comprometterà per sempre i nostri luoghi.

PIAZZA

La parte denominata piazza nel progetto, e che verrà ceduta al Comune, altro non è che la copertura dei garage sotterranei. Si tratta di una porzione di lastricato che contorna i portici e sicuramente non può essere definita piazza secondo i canoni della storia. Difficilmente si riusciranno ad organizzare eventi in questo spazio perimetrale. Non capisco per quale motivo il Comune deve riceve in proprietà questi spazi. Il comune avrà solo oneri di manutenzione e spese condominiali ordinarie e straordinarie. Inoltre, nella convenzione non viene definito il carico massimo applicabile e quindi non si conoscono nemmeno i limiti tecnici. Con stupore nel leggere la documentazione sembra che questa pseudo piazza sia solo un’area pedonale; quindi, non accessibile ai mezzi in quanto si trova su una porzione più alta rispetto al parcheggio di ingresso. L’unico utilizzo che intravvedo della pseudo piazza sono i plateatici estivi. Temo fortemente che gli spazi della pseudo piazza diventeranno luoghi non luoghi e zone di degrado.

CABINA ENEL

Seppur un oggetto tecnologico necessario sembra un elemento parcheggiato nell’angolo meno utilizzato in fondo all’area verde come se fosse una scatola senza forma, senza volume e priva di qualsiasi collegamento con la nuova progettazione. Risulta indispensabile accorpare la cabina all’edificio principale o quantomeno allontanarla dallo spazio verde pubblico per rendere quello spazio un filtro e un allineamento visivo tra il vecchio edificato ed il nuovo.

CONVENZIONE

Spero che noi consiglieri comunali di maggioranza e minoranza abbiamo letto tutti lo Schema di Convenzione del permesso di costruire e ci siamo accorti tutti che si tratta di uno testo redatto in modo del tutto standard, come se il lotto di terreno situato nel centro non avesse nessun valore aggiunto rispetto alla normalità delle pratiche edilizie comunali. Evidenzio che la mancanza nella convenzione di vincoli gestionali tra il soggetto Attuatore ed il Comune genererà limiti di fruibilità e costi di manutenzione esclusivamente a carico del Comune.

Non serve una grande immaginazione per capire che non definire nella convenzione un limite massimo di carico ammissibile per lo scoperto chiamato impropriamente “piazza” comporterà che quello spazio non verrà mai utilizzato ed i costi di manutenzione e le spese condominiali ordinarie e straordinarie tutti gli anni saranno a carico del Comune se ne diventerà proprietario.

Non serve una grande immaginazione per capire che le opere veramente necessarie per la collettività, quali ad esempio un impianto di sollevamento per la rete che proviene da via Botte, non sono presenti nello Schema di Convenzione.

Non serve una grande immaginazione per capire che il Comune si farà carico della manutenzione anche delle opere idrauliche legate alla parte edilizia che rimane privata.

Non serve una grande immaginazione per capire che il Comune si farà carico della manutenzione dei giochi d’acqua a servizio dei pochi negozi prospicenti.

Non serve una grande immaginazione per capire che il vantaggio derivato da un valore cospicuo di opere cedute al Comune si trasformerà ben presto in costi di manutenzione per il Comune a tutto vantaggio del Soggetto Attuatore.

Non serve una grande immaginazione per capire che lo Schema di Convezione deve essere riscritto.

Entro ora nello specifico per evidenziare alcune gravi incongruenze:

Nello schema di convenzione al punto 10.3 leggiamo il seguente comma “Le aree saranno cedute o vincolate a uso pubblico libere da iscrizioni ipotecarie, trascrizioni ed annotazioni pregiudizievoli, da servitù passive apparenti e non, da usufrutti ed usi, da oneri gravanti e vincoli di ogni specie.”

Abbiamo letto con attenzione l’atto di compravendita che il Soggetto Attuatore ha consegnato alla Amministrazione Comunale per istruire la pratica del Permesso di Costruire Convenzionato e possiamo sicuramente affermare che per quanto si tratti di un atto complicato e di difficile analisi, dato che ci sono numerosissimi richiami ad altri atti al momento non disponibili, riscontriamo, in contraddizione con il punto 10.3 dello Schema di Convenzione che prevede che i terreni che saranno ceduti al Comune dovranno essere privi di servitù passive, la presenza sul mappale 1981 di diverse servitù passive a favore della PARROCCHIA DELLA SS. TRINITÀ’, della TELECOM ITALIA S.P.A. e della 3PSYSTEM S.R.L.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che lo Schema di Convenzione come ci è stato presentato non possa essere votato per un grave vizio di forma.

Se noi abbiamo trovato un piccolo baco con solamente quattro giorni di analisi concessi dalla maggioranza per esaminare le carte, non possiamo escludere che ci siano delle altre problematiche nascoste all’interno della documentazione relativa all’intervento in oggetto.

Concludiamo quindi che non solo esprimiamo un voto contrario della minoranza ma il documento Schema di Convenzione non può nemmeno essere votato in questa seduta di Consiglio Comunale.


Invito il Sindaco, il Vicesindaco, gli Assessori e tutti i Consiglieri di maggioranza a votare il rinvio dell’iter di approvazione del presente Schema di Convezione per permettere la modifica del testo e la revisione del progetto per poterlo migliorare e poter dare una nuova speranza al nostro centro del paese dopo decine di anni di progetti rimasti sulla carta.

CONCLUSIONI

Qualora la maggioranza perseverasse nel voler procedere con l’approvazione dello Schema di Convenzione per quanto espresso precedentemente il mio voto e quello di tutta la minoranza PerFiesso non potrà che essere contrario.

Addendum

Considerata la risposta del capogruppo di maggioranza, tenuto conto che non si intende tenere presente l’incongruità presente nell’atto, aggiungiamo che analizzando sempre l’atto di compravendita che il Soggetto Attuatore ha consegnato alla Amministrazione Comunale per istruire la pratica del Permesso di Costruire Convenzionato, abbiamo notato che ci sono delle altre servitù passive sempre su parti di particelle che poi verranno cedute al Comune. In particolare, ci soffermiamo che gli immobili dovranno essere realizzati e mantenuti ad una distanza non inferiore a metri lineari orizzontali 12,00 dall’edificio destinato a Centro Parrocchiale (patronato) identificato con la particella 828.

Studiando i PDF ricevuti con la funzione misurazione di Acrobat Reader abbiamo ricavato che la cabina ENEL si trova a circa 7 metri dall’edifico patronato e quindi ad una distanza di gran lunga inferiore ai 12 metri previsti nell’atto di compravendita. Allo stato attuale degli atti riteniamo che tale cabina non poteva nemmeno essere presentata nel progetto in quel luogo e quindi Consiglio Comunale non può approvare uno Schema di Convenzione con delle incongruenze così palesi. Inoltre, la cabina non può essere ceduta al Comune in quanto insiste in una zona oggetto di servitù passive.

Concludiamo che il presente punto dovrà essere necessariamente rinviato e che il nostro parere rispetto alla presente convenzione è fortemente contrario. Non intendiamo assumerci alcuna responsabilità rispetto a quanto la maggioranza intende oggi approvare.

Intervento di Riccardo Naletto

Oggetto: Discorso in merito al punto 06 dell’Ordine del Giorno

Oggi siamo chiamati a votare, e dunque a decidere, in merito alla convenzione urbanistica del Permesso di Costruire Convenzionato che vedrà la realizzazione di un edificio multi-piano e alcune opere di urbanizzazione nel centro cittadino del nostro paese: Fiesso d’Artico.

Ho già ribadito anche in commissione quale sia l’importanza e l’impatto che una tale opera provoca e sicuramente provocherà nell’urbanistica e nello sky line del nostro paese.

Ho sottolineato come un argomento così delicato e di tale importanza avrebbe meritato e sicuramente merita una maggiore attenzione, un maggiore coinvolgimento e una discussione più approfondita.

Il sottoscritto già alla fine dello scorso mandato aveva fatto una richiesta di accesso agli atti per prendere conoscenza del progetto e la stessa è stata negata. Siamo stati convocati in commissione solo 10 giorni fa con il lavoro concluso, con le approvazioni degli enti acquisite, con il pacchetto pronto per l’approvazione.

Bisogna invece sottolineare che il segno che verrà impresso nel tessuto urbano di Fiesso con questo progetto, sarà qualcosa che rimarrà per decenni, questa è una responsabilità importante che rimarrà sotto i nostri occhi per anni e con la quale dovremo sicuramente fare i conti.

Il problema della riqualificazione del centro di Fiesso nasce da molto lontano e credo che la soluzione che verrà approvata con il prossimo rilascio di questo permesso di costruire non sia risolutiva e sia ricondotta ad un aspetto riduttivo del problema.

La soluzione proposta si denota priva di una visione strategica e di una progettualità globale.

Nulla rimane dell’idea che poteva emergere dal vecchio Piano di recupero di iniziativa pubblica, un ragionamento sugli spazi pubblici, sui percorsi, sui collegamenti, insomma sull’idea di valorizzazione del centro trasformandolo in un insieme organico, un luogo di aggregazione e identità.

Quello che realmente serve è un’idea, un progetto. Quello che dico è che sempre ci vuole un idea, poi il resto si riesce a fare.

Oggi il tutto si riduce ad un edificio di notevole impatto, un parcheggio lungo la SR 11, una sorta di piazza che più che altro sarà un plateatico commerciale ed un parco, uno spazio verde incastrato tra gli edifici non permeabile nei collegamenti con il resto della città, non attrattivo.

Qualcosa a mio parere si deve comunque dire su quello che poi sarà il futuro edificio. Un edificio alto, molto alto che non passerà inosservato.

La storia dell’architettura porta molti esempi di edifici verticali, pensiamo ai progetti di Mies van der Rohe per la Friedrich Strasse, del 1921, esattamente cento anni fa. Opere eccezionali. E poi negli ultimi cento anni gli esempi possono essere innumerevoli. Sicuramente si parla di interventi all’interno di grandi metropoli, Londra, Berlino, Milano. Fiesso d’artico non è una metropoli ma è al centro della Riviera del Brenta e l’edificio che avremo non sarà un’opera di architettura, bensì un edificio condominiale, privo di riferimenti, anonimo, un elemento alieno atterrato nel nostro centro, che potrebbe essere stato collocato ovunque, in ogni tempo ed in ogni luogo.

Credo che degli elementi di mitigazione sarebbero stati importanti sotto questo punto di vista.

Per l’intorno, ovvero lo spazio pubblico, voglio fare un ragionamento che ho più volte fatto, citando Renzo Piano il quale ha detto che le periferie sono spazi che devono essere ricuciti. La stessa cosa vale per i centri urbani e per la loro riqualificazione che non è solo di tipo architettonico ma anche sociale e culturale.

La ricucitura con il resto del centro in questo caso non c’è. La riqualificazione dell’area non porta ad uno spazio integrato con il resto del centro.

Il tutto rimane incastrato all’interno di un rettangolo che a sud è delimitato dalla pista ciclabile e dalla SR 11.

Lo spazio verde è caratterizzato da un disegno fine a se stesso. L’area è un rettangolo incastrato tra gli edifici che sarà accessibile solo dallo stesso parcheggio di lottizzazione. Un’area che per la sua conformazione non può identificarsi come centro di aggregazione sociale.

Inoltre si vedono una serie di elementi, quali specchi d’acqua che difficilmente saranno gestibili e saranno probabilmente costosi nella manutenzione una volta ceduti al comune.

A fronte di 800.000,00 Euro di opere che saranno cedute al comune ci saranno 800.000,00 Euro di opere sulle quali il comune dovrà fare manutenzione. E su questo credo che la convenzione che oggi si porta all’approvazione di questo consiglio comunale sia carente.

Faccio un esempio: la manutenzione del verde, lo sfalcio dell’erba la potatura degli alberi chi la farà? Saranno i condomini o sarò il comune?

Concludendo ribadisco che stiamo perdendo una grande occasione. Che il segno che rimarrà impresso è importante e il percorso da fare avrebbe dovuto essere più aperto, più condiviso e più inclusivo.

Riccardo Naletto

Intervento di Federica Baldan

Oggetto: Consiglio Comunale del 29/11/2021

Saluto il Sindaco Marco Cominato, i componenti della giunta, i consiglieri e tutti i presenti.

Porgo alla vostra attenzione alcune considerazioni per noi fondamentali.

Quello che il progettista ha individuato impropriamente come “piazza”,
e un progettista deve sapere che il concetto urbanistico “piazza” è storicamente ben definito, non è altro che un percorso pertinenziale su scoperto condominiale che è stato ricavato sulla copertura dell’autorimessa interrata. A tal proposito, non avendo dichiarato la portata di questa area, ci chiediamo se è stata fatta successivamente una valutazione in merito alla massa sostenibile, per non utilizzare tali spazi per il banale e limitato transito e accesso pedonale che risulterebbe estremamente riduttivo e poco utile per la comunità.
Dalla documentazione si evince anche un accesso ai parcheggi interrati poco fruibile che molto probabilmente incentiverà i condomini ad usufruire dei parcheggi destinati ad uso pubblico creando un notevole disservizio.
Visto e considerato che tali parcheggi saranno destinati ad uso pubblico e il Comune dovrà accollarsi le spese ordinarie e straordinarie che incideranno su ogni cittadino fiessese, chiediamo il calcolo che è stato fatto e l’ammontate di detti costi.

Osservando la documentazione, chiediamo come varrà gestito l’unico accesso carraio che si innesta su Via Riviera de Brenta che viste le dimensioni e le dinamiche di viabilità potrebbe comportare un aumento del rallentamento del traffico e inevitabilmente un aumento dell’inquinamento.
Non da ultimo sorge il dubbio se la pista ciclabile appena realizzata subirà, per consentire l’accesso dei mezzi, un’ulteriore interruzione comportando un possibile rischio e disservizio per i cittadini.

Federica Baldan

Intervento di Elena Allegri

Oggetto: Discorso in merito al punto 06 dell’Ordine del Giorno

Ulteriori considerazioni e criticità si possono evidenziare in merito al progetto oggetto del voto. Rispetto a questo progetto rilevo problemi per quanto riguarda le cosiddette aree verdi che definite parco pubblico, ma che in realtà risultano essere un insufficiente giardinetto condominiale, l’area ecologica e un addensamento di attività che produrrà ulteriore inquinamento dell’aria in zona
centro.

Una così alta cementificazione in poco spazio non è compensata da appropriate aree verdi. Quello del progetto è un piccolo, insufficiente giardino.

Siamo contenti che si mantengano gli alberi fronte strada, ma vi sembra questo un verde pubblico adeguato ad un progetto di questa portata?

O abbiamo bisogno di una maggiore area piantumabile che porti equilibrio tra la cementificazione e lo spazio esterno di pubblica fruibilità? Qui nel centro, c’è bisogno di un’ulteriore distesa cementificata per parcheggi privi di ombreggiamenti? Eppure le direttive lo prevederebbero!

A pochi giorni dai vostri proclami pre-elettorali sull’attenzione all’ambiente, è questa la prima azione concreta?

Converrete che i cittadini si aspettino ben altro!

Il progetto mostra un passaggio pedonale fra l’area antistante l’edificio e via Zuina. Sarebbe l’attuale passaggio tra il patronato e il retro della canonica, che in realtà è privato e quindi non disponibile.

Di conseguenza, l’unico accesso a tutte queste nuove costruzioni è dato
esclusivamente dalla strada Regionale. Evidenziamo che si tratta di un accesso largo 7m che deve contemporaneamente servire una corsia di entrata e una di uscita su una strada Regionale.

Non vi sfiora il dubbio che questo crei notevoli intasamenti in centro paese? Considerati anche i rallentamenti che l’uscita da via Zuina già comporta?

Lo svuotamento dell’area ecologica è un esempio fulgido della difficoltà di ingresso e uscita in modo scorrevole dei mezzi ingombranti che quotidianamente dovranno muoversi in uno spazio così mal progettato.

Cosa ne pensa Veritas? Il problema si porrà comunque anche per tutti i
fornitori di merci e servizi di commercianti e residenti.

Questo è solo un ridotto elenco di problematicità ma già sufficiente per mostrare la grande congestione che può derivare da questo edificio sproporzionato all’area.

Congestione che, oltre alle difficoltà pratiche anzidette, comporterà anche un aumento dell’inquinamento che sappiamo già essere un grave problema per il paese come evidenziano i reports dell’ARPAV.

Come tutti avranno capito, si tratta di punti che necessitano di approfondimenti e soluzioni in sede di Commissione Urbanistica.

Elena Allegri

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